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Nella tradizionale tecnica del “Ripasso” viene impiegata parte del miglior Valpolicella posto a rifermentare sulle vinacce dell'Amarone per aumentarne il grado alcolico e rendere il vino più ricco di colore, estratti ed aromi. Alla vista si presenta di colore rosso rubino con leggere sfumature violacee: al naso e' fresco, floreale e caratterizzato da note di frutti di bosco. In bocca risulta armonico ed asciutto. Si consiglia di stappare la bottiglia almeno un’ora prima del consumo e di servirla ad una temperatura di 18°C.

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Poggio Le Volpi

Baccarossa 2017 (99 punti)

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Poggio Le Volpi - Baccarossa 2016

Il suo bluastro stupendo visivo, nella dolcezza della sua tramosa, porosa, polposa olfazione trova subito immediata dolcissima rima. Anzi il profumo di questo Archetipo ha ancora maggiore valenza del suo colore. Vi si gode infatti, maestosamente cremosa, una purea balsamica fruttosa di purissima mora in confettura. Due i compositivi addendi: la polpa dell'uva, insondabile e concentratissima materia prima, la derivata speziata del rovere, qui di balsamicità mentosa veramente cristallina. Una squisita e suadentissima, sinfonica armonia in cui l'uva e il boisee si fondono in purissime dolcezze d'aroma. Una natura e una pulizia di frutto d'integrità ossidativa linfatica e di definizione enologica cristallina, che solo Chateau Margaux, ma degustato in Chateau e dalle barrique (non come qui definitivamente imbottigliato), seppe mai evocare. Un vino su tutto di morbidezza palatale semplicemente meravigliosa, il che rende il suo tesoro di gusto sì universalmente piacevole, sì impareggiabilmente armonioso. Uno fra i più grandi rossi d'Italia, del Lazio di sempre. (Luca Maroni) VIGNETI DI PROVENIENZA Vari comuni della regione Lazio UVE DI PROVENIENZA 100% Nero Buono TITOLO ALCOLEMICO 13,50%

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Da un'oasi di bellezza naturalistica toscana con pochi eguali come Bacchereto, veri capolavori dell'uva e della sua vinificazione nel bicchiere di Colline San Biagio. Quindi la souplesse morbido-tannica sfericamente perfetta del Vigna Toia 2017, vino in cui la marasca e la ciliegia nera si godono evocate alla suadenza della polpa della lor bacca prima. Luca Maroni

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Di Lenardo

Chardonnay 2018 (92 punti)

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Di Lenardo - Chardonnay 2018

Per fare questo vino - ha raccontato Massimo Di Lenardo, che da Ontagnano (Ud) conduce i 50 ettari di suoi vigneti ben distribuiti e porta avanti colture viticole familiari che risalgono al 1878 - abbiamo utilizzato un particolare clone del vitigno, chiamato chardonnay musque. Ha la capacità di rilasciare un tocco di morbidezza in più e soprattutto doti di maggiore aromaticità. In Friuli si coltiva per questo motivo, in piccole parti. Nella mia azienda invece tutto lo chardonnay è del tipo musque, che teniamo sui tralci anche qualche giorno in più rispetto a quello previsto per la raccolta, a uva perfettamente matura. L’acidità forse cala di un po’ ma per fortuna il vitigno ne è dotato già in abbondanza, quindi la differenza, dopo l’eventuale calo, non è per niente determinante». Questo vino, prodotto ininterrottamente dal 1993 ha mostrato la sua veste con un colore giallo carico e riflessi verdi. Aromi di frutta esotica, mela, timo e fiori d’acacia. In bocca armonico, persistente, con equilibrata nota minerale..

 

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Ducato Grazioli

Petit Verdot 2016 (96 punti)

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Ducato Grazioli - Petit Verdot 2016

Il suo nero e violastro frutto è mora, polpa di bacca di morbida e vellutata mora. Vi sfolgora mentre è tutta immersa in balsami e drappeggi damascati di dolcezze e vanigliosità del più limpido e dosato rovere, tutt'avvolta in linimenti di spezie mentose linfaticamente espressive. Al tatto e nell'ingresso al palato, morbidissimo, come olimpico e armonioso campione. Una pura purea cremosa di bacca del bosco di suadenza stupenda. Viola come nuova. Un fuoriclasse assoluto di viticola ed enologica caratura, un capolavoro nel bilanciamento morbido-tannico-acido del suo sapore. Suadenza e rotondità al massimo tenore, ed in aroma e gusto, enologicamente, di eccezionale turgore e nitore. Fra i migliori rossi d'Italia dell'anno. Chapeau. (Luca Maroni)